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Informazioni sul Portale Paesi

L'Odcec di Tivoli ha deciso di promuovere gli stupendi paesi di competenza dell'ordine.

Il portale creato è il luogo ideale per fare una visita virtuale e scoprire i  paesi dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli

Qualora volessi inviarci delle informazioni e materiale fotografico per arricchire il luogo che ti interessa, ti preghiamo di utilizzare la seguente email: segreteria@odcectivoli.it.

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Roiate

Roiate è un comune di 775 abitanti della provincia di Roma.

Si ritiene fosse abitata prima della fondazione di Roma e fu base degli Equi per le spedizioni contro i Romani.

 

Il suo territorio montano offriva una discreta ed unica visibilità sulla piana latina verso Sud e sul territorio delle popolazioni erniche.

Numerosi sono i resti di insediamenti montani e mura poligonali dell'età del ferro riferibili al controllo dei percorsi montani legati alla transumanza.

L'attuale abitato, agglomerato nella tipica forma di incastellamento a doppio fuso risente nelle architetture presenti della povertà dei materiali usati tanto da non conservare resti degni di nota se non nella forma delle viuzze e delle piazzette aperte a corte chiusa.

L'intero paese antico visto dall'alto rivela l'originale incastellamento su uno sperone di arenaria a forma di prua navale posto a controllo della sella che fa comunicare la valle del Sacco e quella dell'Aniene e di una delle vie della transumanza da Nord a Sud.

Una pia tradizione vuole che qui su un masso, abbia lasciato un'impronta (lunga cm 170, larga 45 e profonda 40) San Benedetto da Norcia.

Fin dal IV secolo per custodire il masso contenente l'impronta del Santo, fu eretta una chiesa e più tardi un cenobio di monache.

Tale reliquia nei secoli ha interessato numerosi viaggiatori e riportata in molteplici testimonianze. Il monastero di monache fu presto abolito ma la chiesa esistente ha continuato ad esistere per la tradizionale devozione del popolo roiatese.

L'Impronta del Santo ha dato origine a una particolare tradizione legata a una "sudorazione" per secoli ricorrente e rara negli ultimi decenni, dalla quale evincere funesti presagi sul futuro dell'umanità (le più recenti in occasione delle guerre mondiali e più recentemente nel terremoto dell'Irpinia).

La cosiddetta "sudorazione" consiste nella formazione di una serie di gocce di liquido che nascono dall'Impronta e che si raccolgono ai piedi della pietra usata come giaciglio dal Santo. Nei secoli questo liquido è stato utilizzato nella medicina popolare come ultima risorsa per i moribondi.

Nel 313 a.C. Roiate entra a far parte della diocesi di Palestrina, dalla quale dipendeva per gli affari ecclesiastici, mentre per i diritti feudali soggiaceva all'Abazia di Subiaco che esercitava la sua giurisdizione in campo civile ed amministrativo. Nel 962 Roiate fu eretto libero comune, in seguito ai servizi resi all'imperatore Ottone I, e a questo periodo risalirebbe lo stemma del gonfalone comunale.

In data 11 gennaio 967, nel cosiddetto "Diploma di Ottone I" (Imperatore del Sacro Romano Impero) gran parte delle terre di Roiate furono confermate come beni dei monaci di Subiaco. In tale documento appare come "domus culta" e casale sotto il nome di Luroiate, poiché tutta la contrada era denominata "Roia" per le numerose sorgenti ivi esistenti, tra le quali la fonte Roia, da questo toponimo risalirebbe una delle ipotesi sulla nascita del nome Roiate. Recentemente si ipotizza che il nome Roiate potrebbe nascere dalla radice arcaica latina Rus (luogo d'acqua) e la desinenza longobarda ATE tipica dei toponomi legati ai luoghi occupati sin dal V secolo dai Longobardi i quali sono penetrati in queste valli nella loro discesa nel Sud Italia.

Nel 1174 Landolfo Raone, proveniente da un ramo dei Conti Longobardi di Ceccano, occupò Roiate e Roccasecca con l'astuzia e la forza. L'Abate sublacense Simone, dovette rivolgersi al papa Alessandro III, il quale scomunicò Raone, dopodiché con le armi lo costrinse a restituire i castelli, i quali furono donati in feudo ai Monaci sublacensi. Nel 1270 i borghi ebbero poi di nuovo una certa "libertà" sancita dai monaci con uno statuto, che stabiliva un'ampia autonomia comunale per quanto riguardava la vita politica, civile e amministrativa.

Nel 1435 Roiate prese parte, con il comune di Affile e Ponza (l'attuale Arcinazzo Romano), alla distruzione del castello di Roccasecca, che fu assediata e conquistata per fame.

Il borgo fu raso al suolo e gli abitanti deportati nei tre paesi vincitori. Sulla cima del colle dove sorgeva il castello sono visibili i resti dell'abitato e delle case rase al suolo.

Da questo fatto storico nasce il detto locale: " Ponza, Afile e Rujate sò tre cani arabbiati".

Per tutto il medioevo Roiate restò di fatto sotto il governo prima degli Abati claustrali e curiali e poi sotto quello dei Cardinali commendatari fino a quando, nel 1753, il Pontefice Benedetto XIV abolì il potere dei cardinali commendatari su Roiate e su altri 17 castelli e li pose sotto la "Congregazione del buon governo".

 

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